Abruzzo - descrizione geografica della regione: mare, parchi e montagne

 

 

 


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Abruzzo - descrizione geografica della regione

 

Alberghi in Abruzzo. Abruzzo forte e gentile, secondo Gabriele D'Annunzio, o "Regione verde d'Europa", stando a uno slogan di più recente conio. Due definizioni distanti nel tempo ma sostanzialmente in accordo nel mettere in luce i lineamenti caratteristici di questa terra. "Abruzzo forte", per la sua fisionomia accidentata, "e gentile", per la bontà di un clima marittimo che ha sempre premiato con generosità la fatica del contadino. "Regione verde d'Europa" proprio perché l'asprezza della montagna e l'estensione delle foreste ne hanno fatto una roccaforte dove i rappresentanti di spicco della natura appenninica - orsi, lupi e aquile - hanno trovato rifugio fino a oggi. Ed è proprio la natura il motore dell'odierno rilancio delle economie dei centri montani sotto forma di turismo naturalistico e, owiamente, di agriturismo. L'accoppiata è particolarmente interessante perché ha già cominciato a dare significativi risultati nel rilancio dell'economia della regione più montuosa dell'Italia peninsulare. Statisticamente più di metà della superficie territoriale è al di sopra dei 500 metri, e il resto, tranne una minima percentuale di pianure costiere, è costituito da rilievi collinari. Il settore montano, che vanta le vette più elevate del sistema appenninico, occupa la parte occidentale della regione e si sviluppa su tre direttrici quasi parallele: i monti della Laga, il Gran Sasso (m 2914, massima elevazione e unico ghiacciaio della dorsale) e la Maiella. La zona compresa tra l'Appennino e la costa, ampia tra i 25 e i 30 chilometri è occupata quasi per intero da una distesa di colline mentre lungo il mare corre una fettuccia pianeggiante con litorali sabbiosi tranne che nel tratto tra Ortona e Vasto.
L'agricoltura abruzzese, che pone come storico sbocco i mercati di Roma, ha il suo carattere saliente nelle colture promiscue del subappennino con la stretta associazione dell'olivo e della vite ai seminativi. Oltre i 600 metri, invece, prevalgono gli alberi da frutta e i campi di patate, e sempre più frequenti si fanno gli intermezzi boschivi. La stretta striscia litoranea è invece monopolizzata dall'orticoltura e dalla frutticoltura intensiva, favorita dai terreni leggeri e permeabili. Rinomate sono le produzioni di carote, insalata, ciliegie, fichi e uva da tavola, la celebre Regina di Ortona e le altrettanto note Cardinal e Italia, coltivate con il caratteristico sistema "a pergolone" o a "capanneto". Meno importante è la produzione vinicola nonostante la riconosciuta bontà del Trebbiano e del Montepulciano d'Abruzzo. Le con che interne sono intensamente coltivate a cereali (soprattutto a grano duro, che qui ha uno dei suoi capisaldi nazionali) con colture specializzate come quelle dello zafferano nell'Aquilano, mentre il rimanente spazio dell'alto Abruzzo resta al bosco e alla prateria.
È questo il domino dell'allevamento, specie quello ovino, che in passato era praticato col caratteristico metodo a transumanza: spostando cioè le greggi dai pascoli estivi, in montagna, alle pianure del Tavoliere di Puglia e dell'Agro Romano. Tramontata l'epoca in cui i tratturi appenninici erano periodicamente percorsi da milioni di capi di bestiame, oggi prevale l'allevamento stanziale. Alberghi in Abruzzo. L'Abruzzo resta comunque una terra di alti pascoli, eccezionali per ricchezza di erbe aromatiche e perciò una grande produtrice di formaggi, e specialmente di pecorini, sia dolci che piccanti, e di caciotte di latte vaccino. Pregiate anche le carni: in cucina, oltre alla tradizionale presenza dell'agnello e del capretto, è abbondante l'utilizzo di conigli, pollame e suini. Questi ultimi, in particolare, danno origine a una produzione di salumi che registra singolari specificità, come mortadelle speziate e prosciutti affumicati. Detto dell'agricoltura, che è il tradizionale punto di forza dell'economia regionale, è bene citare anche la risorsa ambiente, che come s'è già accennato, in un futuro ormai prossimo potrà avere un ruolo decisivo nel definitivo decollo delle fortune regionali. Il mosaico dei massicci appenninici presenta ancora una flora molto ricca, impreziosita da faggete, abet
ine, ampie estensioni di pino mugo e una fauna altrettanto ricca. Oltre allo storico Parco Nazionale d'Abruzzo, esteso per circa 500 km2 nell'alta valle del Sangro, custode di quei valori che un tempo erano comuni a tutte le montagne dell'Italia centro-meridionale, vanno considerati altri due parchi nazionali - del Gran Sasso-Monti della Laga e della Maiella - e un complesso di aree tutelate che pone la regione all'avanguardia non solo in Italia ma in tutto il vecchio continente. L'orso marsicano è la bandiera della natura abruzzese, ma le sue montagne sono frequentate anche da lupi, lontre e rare specie di uccelli. Un patrimonio che da qualche anno ha cominciato a fruttare anche in termini economici ponendosi al centro di una prospettiva di sviluppo "ecocompatibile".
Per soggiornare e dormire nella regione puoi visitare la sezione Alberghi in Abruzzo



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