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Palazzo
Doria
Iniziato nel 1563 dall'architetto Bernardino Cantone per
Giovanni Battista ed Andrea Spinola, si presentava con un
massiccio cubo, inizialmente senza decorazione esterna; subì
notevoli trasformazioni tra Sei e Settecento, quando fu rialzato
di un piano. Nel 1723 il palazzo fu acquistato dai Doria,
signori e poi marchesi di Montaldeo.
Dopo i i gravi danni subiti nel bombardamento della flotta
francese del 1864, la facciata ricevette l' attuale decorazione
a stucco, con coppie di lesene intervallate dagli assi di
finestre.
Nell'atrio si trova una grande lanterna pensile coronata
dall'aquila araldica, emblema della famiglia Doria. Da qui si
giunge al cortile colonnato e quindi nel piccolo ma grazioso
giardino pensile.
L'interno presenta una ricca decorazione realizzata in gran
parte dalla bottega dei Semino. Gli affreschi della volta del
salone a piano nobile, riflettono la volontà di celebrazione
dinastica degli Spinola rappresentando "L'ambasceria di
Oberto Spinola e Federico Barbarossa", e altre vicende
legate alla famiglia. In una sala Andrea e Ottavio Semino,
rappresentano le consuete tematiche mitologiche, quali gli amori
degli dei, predilette dalla committenza genovese "Giove e
Dafne", "Nettuno e Proserpina", "Venere e
Adone", "Giovane ed Europa", "Giove e
Antiope".
Di notevole interesse una sala al piano nobile, che oltre alla
volta affrescata da Luca Cambiaso con la "Caduta di
Fetonte" e altri episodi di audacia punita come la
"Caduta di Icaro", presenta stucchi settecenteschi di
raffinato gusto rococò e preziosi arredi.
Sempre nel salone troneggia il monumentale camino cinquecentesco
in marmo di gusto manierista, mentre alle pareti sono appesi
cinque arazzi fiamminghi della fine del Cinquecento con
"Storie di Abramo".
In un salotto del piano nobile risulta ancora visibile, nella
sua disposizione settecentesca, l'importante quadreria
costituita dalla famiglia Doria. |
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