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Alberghi in Abruzzo - Il territorio della regione può essere suddiviso in tre zone: la fascia pianeggiante costiera, la zona collinosa preappenninica e l’Appennino Abruzzese.
La costa - La ripartizione per classi altimetriche include nella zona collinosa anche una strettissima fascia costiera, sabbiosa e pianeggiante, la cui continuità è rotta da alture che si spingono talora fino a poche centinaia di metri dal mare. La costa è bassa e sanza articolazioni; mancano i porti naturali, mentre numerose sono le spiagge e località balneari.
La zona collinare - Comincia a ridosso del litorale e si estende per la larghezza di 25-30 km. E’ costituita da terreni sabbiosi e argillosi, molto friabili, e solcata da parecchi corsi d’acqua a carattere torrentizio che scendono al mare dalle valli appenniniche: Tronto, Vomano, Aterno-Pescara, Sangro, Trigno. Le loro acque erodono e incidono con facilità le rocce, e le frane sono frequenti.
L’Appennino Abruzzese - Occupa la parte occidentale della regione per tutta la lunghezza e per oltre metà della larghezza. E’ costituito da un grande altopiano sul quale si ergono catene di monti disposte parallelamente l’una all’altra in direzione Nord-Ovest Sud-Est. Le catene più elevate sono quelle più vicine al mare e precisamente, da Nord a Sud: i Monti della Laga (2.455 metri), il Gran Sasso (Corno Grande, 2914 metri, la vetta più alta di tutto l’Appennino), la Maiella (Monte Amaro 2.795 metri). Più all’interno sono i gruppi del Velino (2.487 metri), del Sirente e della Meta. Si tratta, in genere, di massicci calcarei, che presentano rilevanti fenomeni carsici: l’acqua piovana e quella di scioglimento delle nevi penetrano nelle rocce e ne fuoriescono ai piedi delle montagne, formando ricche sorgenti.
Tra i gruppi montuosi si aprono ampie conche: le principali sono quelle dell’Aquila, di Sulmona e del Fucino. Quest’ultima era occupata un tempo da un grande lago, che venne artificialmente prosciugato nella seconda metà del secolo scorso. Di notevole importanza per le comunicazioni fra le regioni tirreniche e quelle adriatiche sono alcuni valichi:  la Forca Caruso, il Passo del Diavolo, il Piano delle Cinquemiglia. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, che si estende per circa 500 kmq nell’alta valle del Sangro, si preservano la vegetazione e la fauna che un tempo erano caratteristiche di tutta la parte montagnosa dell’Italia centro-meridionale: fra l’altro, gli ultimi orsi viventi in Italia.
Il clima - Nella fascia costiera è caldo e secco, più che nelle regioni tirreniche di eguale latitudine. Inverni rigidi e lunghi ed estati relativamente calde caratterizzano le conche appenniniche, incassate fra le catene montuose ed escluse quindi dall’influenza mitigatrice del mare.
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