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CASTEL DELL’OVO
Il Castello è il più antico della città e sorge sull’isolotto
di Megaris, primo approdo dei coloni rodii, provenienti dalla
Grecia, che fondarono la città di Partenope.
In epoca tardo repubblicana (I sec. a.C.) il sito fu trasformato
nella residenza del condottiero romano Lucio Licinio Lucullo,
che rimase colpito dall’amenità del luogo. Nel V secolo d.C.
si insediarono i monaci dell’ordine basiliano fondandovi un
cenobio che divenne un importante centro di cultura della Napoli
dell’epoca. Di questo periodo è la Sala delle Colonne, forse
refettorio dei monaci, suddivisa in quattro navate, costruita
riutilizzando le colonne della villa di Lucullo. Nel XII secolo
vi si stabilirono i Normanni che ampliarono le fortificazioni,
già esistenti, trasformando l’isola in una vera e propria
fortezza che prese il nome di “Normandia”.
Nel 1270, con l’inizio della dominazione francese, Carlo I d’Angiò
fu promotore di numerosi lavori e riunì nel Castello gli
Archivi e la Magna Curia. Nel 1420 fu conquistato da Alfonso d’Aragona
che in esso morì nel 1458. Nel 1503 fu occupato dai soldati
francesi assediati dagli spagnoli di Ferdinando il Cattolico che
con una mina distrusse una larga parte del Castello.
Ricostruito in forme bastionate dagli spagnoli, secondo quello
che è l’aspetto attuale, subì altre trasformazioni nel XVII
e XVIII secolo. Nel 1976 importanti lavori di restauro e
consolidamento hanno interessato sia il paramento esterno che le
parti interne del monumento. Al trecento risale la denominazione
di Castel dell’Ovo, riferita, secondo alcuni, alla particolare
forma ovoidale della struttura. Secondo altri è da collegare ad
un’affascinate leggenda di origine medievale, quando il poeta
latino Virgilio, a cui venivano attribuiti poteri magici,
avrebbe nascosto un uovo all’interno di una caraffa, posta in
una gabbia di ferro appesa ad una trave in un luogo segreto del
Castello. Il destino di quest’ultimo era legato a quello dell’uovo:
rompendosi l’uovo, sarebbe crollato il Castello e la città
stessa. Dal 1997 il Comune di Napoli garantisce, con personale
comunale e lavoratori socialmente utili, la visita ai
camminamenti e ai terrazzi del Castello, da cui si gode una
spettacolare vista sulla città e sul Golfo di Napoli. Il
Castello di proprietà demaniale, ospita convegni, mostre e
manifestazioni culturali. In esso ha sede anche il Museo di
Etnopreistoria del Club Alpino Italiano, che raccoglie reperti
di “industrie” umane di varie aree del mondo, secondo un
iter cronologico che va da 700.000 a 3.000 anni fa.
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