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Alberghi e Hotel nelle Marche


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Selezione dei migliori Alberghi e Hotel nelle Marche con foto della struttura e delle camere. Descrizione dettagliata di tutti i servizi offerti, le tariffe e le offerte del momento.
“Un mare di morbide ondulazione coltivate che trascolora nell’azzurro dell’Adriatico”
: Il tratto saliente del territorio marchigiano è la collina (69% del territorio), estesa dalla dorsale appenninica al mare, senza dare spazio ad alcuna pianura neppure lungo la costa. Molti sono gli hotel nelle Marche in ogni angolo della regione, ma anche agriturismi e bed and breakfast per soddisfare le esigenze di qualsiasi tipo di viaggiatore.

Chi è affezionato alla natura e alle vacanze green, non potrà fare a meno di gradire la Riserva dell’ Abbadia di Rastra: querce, frassini, aceri e altre essenze arboree alla cui ombra si muovono caprioli e sparvieri. La Regione Marche è, come abbiamo già sottolineato, ricca di colline, il che l’ha portata ad avere nei secoli una forte tradizione agricola che ha contribuito a creare uno scenario completamente nuovo ma altrettanto suggestivo, quello della campagna alberata, con seminativi bordati da filari di piante da frutta e macchie naturali nei luoghi più accidentati. È l’ambiente che ancora oggi resiste nelle zone meno coinvolte dalla meccanizzazione agricola. Altrove dominano le estese monocolture a cereali, un ambiente meno vario, senza dubbio, ma ancora di grande impatto paesaggistico con le ampie campiture che sfumano i colori stagionali a seconda delle pendenze e dell’esposizione.

Le zone di maggiore interesse naturalistico sono quelle del settore montuoso, che copre il 31% del territorio regionale: dalla zona del monte Fumaiolo (m 1407), dove si incontrano i confini di Romagna, Toscana e Marche, lo spartiacque appenninico piega in direzione Sud-Est sino ai monti Sibillini che ne costituiscono il tratto più elevato (monte Vettore, m 2476). Qui si trovano vasti boschi, pascoli, gole rocciose, prati e piani carsici, sistemi rupestri e paesaggi d’alta montagna con testimonianze di origine glaciale come ghiaioni, creste e circhi d’erosione. I boschi montani sono rappresentati in prevalenza da faggete, che si sviluppano oltre i 1000 metri, ma comprendono anche rare presenze come quelle dell’abete bianco.

Oltre il limite degli alberi si stendono le praterie d’alta quota, animate da fioriture che non hanno nulla da invidiare a quelle alpine. La fauna vanta alcune tra le specie più caratteristiche dell’Appennino come il lupo, l’aquila, il gatto selvatico e il gufo reale, che abitano il Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Dal crinale si scende alla costa per seguire l’andamento che si mantiene basso, rettilineo e sabbioso per quasi tutta la sua estensione; solo nei pressi di Ancona si erge un promontorio alto e roccioso, il monte Conero, dove resiste l’ultima preziosa testimonianza di vegetazione a leccio e macchia mediterranea.

 Le Marche è tra le regioni più omogenee e gradevoli della nostra penisola. Della popolazione buona parte vive in una diffusa rete di centri abitati, tutti di suggestiva bellezza. Il loro fascino sta nella dimensione umana della vita che non conosce i turbamenti dei grandi agglomerati, né gli squilibri di trasformazioni sociali troppo repentine. In questo quadro si inserisce coerentemente il mondo agricolo, fino a non molti anni fa legato alla realtà della mezzadria. Restano, a ricordo del passato, i casali isolati sui profili delle colline; abbandonati per anni, questi rustici sono sempre più spesso recuperati al turismo. Intorno ai casali ruota il mondo delle colture di ampio respiro con il grano e il girasole in testa. Vite e olivo sono abbastanza diffusi. Gli ortaggi sono coltivati nelle fasce intermedie tra litorale e collina.

Viene poi l‘allevamento con la bianca razza marchigiana, quindi forme minori che offrono ai cuochi una vasta scelta di carni alternative. L’antica usanza di allevare il maiale in proprio mantiene viva l’arte della salumeria che vanta prosciutti, normali o affumicati, coppe e vari tipi di insaccati.

Un doveroso cenno alla gastronomia marinara in una regione dove mare e campagna stanno gomito a gomito: una ricetta spicca su tutte, il brodetto, dove si sublimano pesci e molluschi, sempre uguale e sempre diverso in ogni porto. Infine, la frutta: dalle pesche alle mele, dalle prugne ai fichi, per terminare con le squisite ciliegie.

Un excursus gastronomico, e di riflesso agrario, che completa in modo entusiasmante la presentazione di una regione che, senza primeggiare in un singolo campo, offre un compendio straordinariamente ampio di attrattive e la possibilità di apprezzarle attraverso l’agriturismo nel modo più rilassante e conveniente.

Marche in pillole:

Il territorio La regione occupa il versante adriatico dell’Appennino Umbro-Marchigiano dallo spartiacque al mare, compreso approssimativamente tra i fiumi Foglia a Nord e Tronto a Sud.

Il rilievo  Dalla zona del Monte Fumaiolo (1.408 metri), ove si incontrano i confini della Romagna, della Toscana e delle Marche, lo spartiacque dell’Appennino Umbro-Marchigiano piega in direzione Sud-Est sino ai Monti Sibillini, che ne costituiscono il tratto più meridionale e più elevato (Monte Vettore 2.478 metri). I più importanti valichi appenninici, che mettono in comunicazione le Marche con l’Umbria e col versante tirrenico, sono: la Bocca Trabaria (1.044 metri), la Bocca Serriola (730 metri), il Passo della Scheggia, il Col del Fossato di Vico e il Col Fiorito.
La catena appenninica digrada verso il mare con monti e colli sempre meno elevati. La fascia montuosa e quella collinare sono solcate dalle valli di numerosi fiumi, spesso piuttosto profonde. Il paesaggio è brullo e spoglio, per la scarsità di boschi, al di sopra dei 1.200 metri; verdeggiante e fitto di coltivazioni man mano che ci si avvicina alle coste. Queste sono basse, rettilinee e sabbiose per tutta la loro estensione; solo nei pressi di Ancona si erge un promontorio alto e roccioso, il Monte Conero.

I fiumi  Sono numerosi e scendono con corso parallelo dalla catena appenninica alla costa. Data la breve distanza che separa lo spartiacque dal mare nessuno dei corsi d’acqua raggiunge i 100 km di lunghezza. I principali, da Nord a Sud, sono: il Foglia, il Metauro, il Cesana, l’Esino, il Potenza, il Chienti, il Tenna e, presso il confine abruzzese, il Tronto.

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