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Alberghi e Hotel in Calabria


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Selezione dei migliori Alberghi e Hotel in Calabria con foto della struttura e delle camere. Descrizione dettagliata di tutti i servizi offerti, i prezzi e le offerte del momento.
La Calabria è la punta d’Italia. Dista pochissimi km dalla Sicilia da cui è separata da un lembo di mare. Molti sono gli alberghi in Calabria perfetti sia per chi sceglie questa regione per vacanza, sia per chi arriva nel sud Italia per lavoro. Una regione eterogenea, forse poco apprezzata, ma veramente di rara bellezza.  Le cifre parlano chiaro: 700 km di costa fra Tirreno e Ionio; 100 km di larghezza tra Paola e Melissa, appena 30 tra Sant’Eufemia e Catanzaro; 42% di montagna con punte oltre i 2000 metri, 49% di collina, il resto concesso con difficoltà a esigue pianure costiere. Mare aperto e vera montagna, dunque, a stretto contatto.  Il versante tirrenico è per buona parte ripido, ricoperto da boschi e macchia mediterranea, e nel giro di pochi chilometri porta a quote ragguardevoli. Il versante ionico è più brullo e la spiaggia lascia subito il posto alla fascia collinare.

In questo quadro l’agricoltura, grazie a un clima marittimo davvero invidiabile, presenta aspetti di tutto rilievo nel panorama nazionale: seconda produttrice di olio, vanta lo stesso piazzamento per quanto riguarda arance, mandarini e clementine; quasi esclusivamente calabresi sono il bergamotto e il gelsomino utilizzati nelle lavorazioni di profumeria; interessanti le colture floreali. E poi pompelmi, limoni, cedri e ortaggi vari tra i quali primeggiano pomodori, cipolle e melanzane. Un commercio molto sviluppato che attira ogni anno numerosi esperti del settore che scelgono alberghi in Calabria per i loro viaggi d’affari.

. La collina offre diverse produzioni vinicole; la montagna sostenta un allevamento ovino e caprino cui la mensa deve carni d’agnello e capretto e una casearia che vanta pecorini, mozzarelle, scamorze, provole e caciocavalli. Nota di merito anche per i salumi, rinvigoriti dal peperoncino e da altre spezie. Tra le risorse della cucina locale, un’insolita varietà di pesci cucinati e conservati. Cibi della tradizione che vengono magistralmente serviti nelle cucine degli hotel della Calabria. 

La felice incertezza tra mare e montagna sembra dunque essere la costante di un soggiorno calabrese. Anche perché, nonostante manomissioni antiche e recenti, sia l’uno che l’altra conservano ambienti di eccezionale interesse ambientale. La regione conta addirittura tre Parchi Nazionali – del Pollino, di Calabria (Sila) e dell’Aspromonte – e diverse aree protette, anche marittime, che offrono un’invitante alternativa ai più consueti piaceri dell’agriturismo.

Calabria in pillole:

Il territorio è prevalentemente montuoso e collinoso; solo il 9% è costituito da pianure costiere, tutte brevi e strette perché i massicci montuosi si estendono quasi dal versante tirrenico a quello ionico. Le coste della Calabria, in prevalenza alte e rocciose, si articolano in numerose insenature.

Il sistema montuoso Da nord a sud si susseguono vari gruppi, separati l’uno dall’altro da depressioni: il Monte Pollino, la Sila, la Catena Costiera, le Serre e l’Aspromonte. Nell’imponente massiccio calcareo del Monte Pollino si erge la Serra Dolcedorme (2.271 metri), la vetta più elevata della Calabria. Un’ampia depressione, attraversata dal fiume Crati, separa il Pollino dal massiccio cristallino della Sila, meno elevato (Monte Botte Donato, 1.929 metri) ma più esteso, boscoso e solcato da valli profonde. A ovest della Sila, a ridosso della costa tirrenica, si allunga la Catena Costiera. A sud della Catena Costiera e della Sila, in corrispondenza della strozzatura fra il Golfo di S. Eufemia, sul mar Tirreno, e il Golfo di Squillace, sullo Ionio, si apre una grande depressione percorsa dal fiume Amato. A sud di questa depressione vi sono altri nodi montuosi: le Serre e, quasi all’estremità della Calabria, il massiccio dell’Aspromonte (Montalto 1.956 metri).

Il sistema idrografico Le montagne calabresi sono generalmente ripide. Dai loro fianchi scendono a precipizio le cosiddette fiumare, torrenti che, nei periodi di piena, spogliano letteralmente le valli dell’humus vitale e trascinano verso le coste grandi quantità di detriti che, ostacolando il deflusso delle acque, provocano la formazione di acquitrini. Buoni risultati hanno dato i lavori di bonifica delle zone costiere, ma il fenomeno potrà scomparire solo quando saranno portati a termine il rimboscamento delle aree montane e l’imbrigliamento delle acque nei tratti iniziali dei torrenti. I principali corsi d’acqua della Calabria sono l’Amato e il Mesina, che si gettano nello Ionio. Laghi di notevole estensione, sfruttati per la produzione di energia elettrica, possiede la Sila (Avro-Nocelle, Ampollino).

Disponibilità e prezzi


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