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Alberghi e Hotel in Abruzzo


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Selezione dei migliori Alberghi e Hotel in Abruzzo con foto della struttura e delle camere. Descrizione dettagliata di tutti i servizi offerti, le tariffe e le offerte del momento.
L’Abruzzo è detto la “Regione verde d’Europa” per la forte presenza naturale che lo caratterizza. Una regione sì estremamente green dove trovano rifugio animali in via di estinzione come aquile reali, lupi e orsi, ma anche una regione ricca di storia e molto, ma molto bella da visitare. Proprio per favorirne la visita sono sempre più le strutture ricettive: hotel e alberghi in Abruzzo, ma anche agriturismi e bed and breakfast per accontentare ogni esigenza.

 Rimane la natura il motore dell’odierno rilancio delle economie dei centri montani sotto forma di turismo naturalistico e, ovviamente, di agriturismo. L’accoppiata è particolarmente interessante perché ha già cominciato a dare significativi risultati nel rilancio dell’economia della regione più montuosa dell’Italia peninsulare. Gran parte degli hotel in Abruzzo sono proprio in questa zona della regione.

Statisticamente più di metà della superficie territoriale è al di sopra dei 500 metri, e il resto, tranne una minima percentuale di pianure costiere, è costituito da rilievi collinari. Il settore montano, che vanta le vette più elevate del sistema appenninico, occupa la parte occidentale della regione e si sviluppa su tre direttrici quasi parallele: i monti della Laga, il Gran Sasso (m 2914, massima elevazione e unico ghiacciaio della dorsale) e la Maiella. La zona compresa tra l’Appennino e la costa, ampia tra i 25 e i 30 chilometri è occupata quasi per intero da una distesa di colline mentre lungo il mare corre una fettuccia pianeggiante con litorali sabbiosi tranne che nel tratto tra Ortona e Vasto.

L’agricoltura abruzzese, che pone come storico sbocco i mercati di Roma, ha il suo carattere saliente nelle colture promiscue del subappennino con la stretta associazione dell’olivo e della vite ai seminativi. Oltre i 600 metri, invece, prevalgono gli alberi da frutta e i campi di patate, e sempre più frequenti si fanno gli intermezzi boschivi. La stretta striscia litoranea è invece monopolizzata dall’orticoltura e dalla frutticoltura intensiva, favorita dai terreni leggeri e permeabili. Rinomate sono le produzioni di carote, insalata, ciliegie, fichi e uva da tavola, la celebre Regina di Ortona e le altrettanto note Cardinal e Italia, coltivate con il caratteristico sistema “a pergolone” o a “capanneto”. Meno importante è la produzione vinicola nonostante la riconosciuta bontà del Trebbiano e del Montepulciano d’Abruzzo.
L’Abruzzo resta anche una terra di alti pascoli, eccezionali per ricchezza di erbe aromatiche e perciò una grande produttrice di formaggi, e specialmente di pecorini, sia dolci che piccanti, e di caciotte di latte vaccino. Pregiate anche le carni: in cucina, oltre alla tradizionale presenza dell’agnello e del capretto, è abbondante l’utilizzo di conigli, pollame e suini. Questi ultimi, in particolare, danno origine a una produzione di salumi che registra singolari specificità, come mortadelle speziate e prosciutti affumicati. Tutti piatti prelibati che potrete gustare magistralmente serviti nella maggior parte degli hotel d’Abruzzo.

Detto dell’agricoltura, che è il tradizionale punto di forza dell’economia regionale, è bene citare anche la risorsa ambiente, che come s’è già accennato, in un futuro ormai prossimo potrà avere un ruolo decisivo nel definitivo decollo delle fortune regionali. Il mosaico dei massicci appenninici presenta ancora una flora molto ricca, impreziosita da faggete, abetine, ampie estensioni di pino mugo e una fauna altrettanto ricca. Oltre allo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, esteso per circa 500 km2 nell’alta valle del Sangro, custode di quei valori che un tempo erano comuni a tutte le montagne dell’Italia centro-meridionale, vanno considerati altri due parchi nazionali – del Gran Sasso-Monti della Laga e della Maiella – e un complesso di aree tutelate che pone la regione all’avanguardia non solo in Italia ma in tutto il vecchio continente. L’orso marsicano è la bandiera della natura abruzzese, ma le sue montagne sono frequentate anche da lupi, lontre e rare specie di uccelli. Un patrimonio che da qualche anno ha cominciato a fruttare anche in termini economici ponendosi al centro di una prospettiva di sviluppo “ecocompatibile”. Molti alberghi dell’Abruzzo organizzano tuor guidati alla ricerca delle bellezze locali.

 Abruzzo in pillole:

Il territorio della regione può essere suddiviso in tre zone: la fascia pianeggiante costiera, la zona collinosa preappenninica e l’Appennino Abruzzese.

La costa   La ripartizione per classi altimetriche include nella zona collinosa anche una strettissima fascia costiera, sabbiosa e pianeggiante, la cui continuità è rotta da alture che si spingono talora fino a poche centinaia di metri dal mare. La costa è bassa e sanza articolazioni; mancano i porti naturali, mentre numerose sono le spiagge e località balneari.

La zona collinare  Comincia a ridosso del litorale e si estende per la larghezza di 25-30 km. E’ costituita da terreni sabbiosi e argillosi, molto friabili, e solcata da parecchi corsi d’acqua a carattere torrentizio che scendono al mare dalle valli appenniniche: Tronto, Vomano, Aterno-Pescara, Sangro, Trigno. Le loro acque erodono e incidono con facilità le rocce, e le frane sono frequenti.

L’Appennino Abruzzese  Occupa la parte occidentale della regione per tutta la lunghezza e per oltre metà della larghezza. E’ costituito da un grande altopiano sul quale si ergono catene di monti disposte parallelamente l’una all’altra in direzione Nord-Ovest Sud-Est. Le catene più elevate sono quelle più vicine al mare e precisamente, da Nord a Sud: i Monti della Laga (2.455 metri), il Gran Sasso (Corno Grande, 2914 metri, la vetta più alta di tutto l’Appennino), la Maiella (Monte Amaro 2.795 metri). Più all’interno sono i gruppi del Velino (2.487 metri), del Sirente e della Meta. Si tratta, in genere, di massicci calcarei, che presentano rilevanti fenomeni carsici: l’acqua piovana e quella di scioglimento delle nevi penetrano nelle rocce e ne fuoriescono ai piedi delle montagne, formando ricche sorgenti.

Tra i gruppi montuosi si aprono ampie conche: le principali sono quelle dell’Aquila, di Sulmona e del Fucino. Quest’ultima era occupata un tempo da un grande lago, che venne artificialmente prosciugato nella seconda metà del secolo scorso. Di notevole importanza per le comunicazioni fra le regioni tirreniche e quelle adriatiche sono alcuni valichi:  la Forca Caruso, il Passo del Diavolo, il Piano delle Cinquemiglia. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, che si estende per circa 500 kmq nell’alta valle del Sangro, si preservano la vegetazione e la fauna che un tempo erano caratteristiche di tutta la parte montagnosa dell’Italia centro-meridionale: fra l’altro, gli ultimi orsi viventi in Italia.

Il clima Nella fascia costiera è caldo e secco, più che nelle regioni tirreniche di eguale latitudine. Inverni rigidi e lunghi ed estati relativamente calde caratterizzano le conche appenniniche, incassate fra le catene montuose ed escluse quindi dall’influenza mitigatrice del mare.

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