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Alberghi e Hotel in Campania


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Selezione dei migliori Alberghi e Hotel in Campania con foto della struttura e delle camere. Descrizione dettagliata di tutti i servizi offerti, le tariffe e le offerte del momento.
La Campania è una della regioni più grandi del sud Italia, in particolare la seconda regione per estensione di tutta Italia e la prima per densità di popolazione. Si tratta di una zona molto antica, popolata molto prima della nascita di Cristo, sembra fin dal II secolo A.C. che nasconde importanti ricordi di quell’epoca lontana. Molti sono gli alberghi in Campania che organizzano tour guidati alla scoperta delle rovine e dei monumenti di interesse internazionale.

La Campania gode anche di un altro primato: è una delle regioni italiane con il maggior numero di monumenti inseriti tra i patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO insieme alla Toscana e seconda solo alla Lombardia. Importante centro culturale, ma anche commerciale grazie soprattutto alla propizia combinazione di elementi naturali: la natura del terreno, la continua alternanza tra valli, colline e montagne, il sempre percepibile influsso del mare, la ricchezza di acque. Si tratta di un territorio prevalentemente collinoso, seppur con importanti pianure alluvionali e montagne.

Napoli ne è la capitale ed è una città caotica, sovraffollata e afflitta da noti problemi, a cui però fa riscontro una regione popolata secondo una regolare distribuzione fra città e campagna. A parte i capoluoghi di provincia, il resto vive nelle cittadine della costa e dell’interno dove vallate ben coltivate si avvicendano a montagne aspre, dove pianure verdeggianti si susseguono a zone fittamente boscose. Molti alberghi della Campania si trovano anche in queste zone, nonostante la maggior parte siano dislocati sulla splendida costa.

Il panorama agricolo vanta innanzitutto una produzione ortofrutticola di grande pregio: al primo posto assoluto c’è il pomodoro, nelle diverse produzioni locali; vengono poi le patate, i cavolfiori, i peperoni, le cipolle, i carciofi, i piselli, i fagioli e altro ancora. Altrettanto importante è la coltivazione della frutta: pesche soprattutto, ma anche mele, albicocche, ciliegie, prugne e, oltremodo caratteristiche, le noci di Sorrento e le nocciole del Beneventano. Prodotti tipici locali che vengono serviti con estrema maestria dalle cucine della maggior parte degli hotel della Campania.

Notevolissime anche le produzioni di olio e vino, quest’ultimo erede di una tradizione che affonda le sue radici per lo meno all’epoca romana. La varietà dei prodotti della terra si esaurisce con le castagne dei Monti Irpini, con i funghi, raccolti un po’ ovunque e con un’apprezzabile presenza di tartufi neri. Meno vario, ma altrettanto interessante, è l’aspetto della zootecnia campana. La regione ha, nel settore dell’allevamento bovino, il singolare primato di accogliere l’80% della popolazione nazionale di bufali che con una consistente quota di capi vaccini, alimentano tanto la casearia quanto la tavola. Notevole è anche l’allevamento del maiale e se ne ha riscontro nella vastissima produzione di prosciutti, semplici e affumicati, soppressate, capocolli, insaccati di ogni genere, in gran parte caratterizzati dall’aggressiva presenza del peperoncino.

I formaggi sono famosi, a cominciare dalle mozzarelle di bufala e di mucca del Salernitano. Vengono poi in ampia rassegna i pecorini del Matese e dell’lrpinia, la ricotta, i caprini talvolta insaporiti da pimpinella e altre erbe, e tutta la famiglia delle scamorze e delle provole. Questo senza aver fatto cenno della Campania marinara, che vanta tradizioni antichissime e un’influenza più che attuale sulla gastronomia regionale.

Questo, in breve, lo scenario dell’agriturismo vero e proprio, che per sua natura si consuma tra i piaceri della campagna e della tavola. Occorre però anche accennare alle molte possibilità di svago che un soggiorno campano è in grado di offrire. Le spiagge, innanzitutto, che per larghi tratti conservano caratteristiche naturali e permettono di godersi il mare nel modo più spontaneo, senza i condizionamenti dello stabilimento balneare. Oppure le attrazioni artistiche: quelle di Napoli, ovviamente, che negli ultimi anni hanno vissuto, insieme alla città, un rilancio sostanziale, ma anche quelle dei centri minori, che spesso si inseriscono in un quadro ambientale di inattesa bellezza. Ricordiamo Ischia e la Costiera Amalfitana.

Campania in pillole:

Il territorio  La regione è lunga circa 200 km dalla foce del Garigliano a Sapri, e larga circa 130 km da Pozzuoli a Rocchetta S. Antonio, la Campania ha aspetti e caratteristiche molto differenti da zona a zona. Si possono distinguere quattro zone: le pianure costiere, le isole, il Preappennino vulcanico e i massicci calcarei dell’Appennino Campano.

La costa si articola nei quattro grandi golfi di Gaeta, Napoli, Salerno e Policastro, divisi  da promontori rocciosi. Il Golfo di Gaeta, limitato a Nord dal promontorio calcareo di Gaeta, è orlato da una vasta pianura (Terra di Lavoro) attraversata dal maggiore fiume della regione Campania, il Volturno. Interrotta dai rilievi vulcanici dei Campi Flegrei, presso il Capo Miseno, e poi dal grande cono del Vesuvio, la pianura gira a tergo di quest’ultimo e continua anche attorno al Golfo di Napoli.

Il Golfo di Napoli, uno dei più pittoreschi del mondo, è limitato a Nord dai Campi Flegrei e dalla Penisola di Pozzuoli, a Sud dalla Penisola Sorrentina, che culmina nella Punta Campanella. Due delle più belle isole del Mediterraneo fronteggiano le penisole terminali del golfo: Ischia,con la vicina Procida, a circa 10 km dal Capo Miseno: Capri a 6 km dalla Punta Campanella.

Per tutta la lunghezza il Golfo di Napoli è un succedersi pressochè ininterrotto di centri abitati, praticamente saldati l’uno con l’altro. Fertilizzate dalle ceneri vulcaniche, la costa e la retrostante pianura sono una delle più ricche zone agricole d’Italia. Il Golfo di Salerno è limitato a Nord dalla Penisola Sorrentina, a Sud dall’altopiano costiero del Cilento, che protende sul mare i piccoli promontori di Punta Licosa e, più a Sud, Capo Palinuro. Fittamente abitata e coltivata nella Penisola Sorrentina, la costa diviene acquitrinosa e desertica più a Sud, nella Piana del Sele, solo in parte bonificata. Il Golfo di Policastro, che si apre poco a meridione di Capo Palinuro, è privo di pianure costiere; monti e colli argillosi si stringono alla costa, che è scarsamente abitata.

Il Preappennino vulcanico  I Campi Flegrei a Nord e il Vesuvio a Sud sono i grandi complessi vulcanici del Golfo di Napoli. Il Vesuvio è, con l’Etna, lo Stroboli e il Vulcano, uno dei pochi vulcani che sono ancora attivi in tutto il continente europeo. Un altro vulcano, spento, è quello di Roccamonfina, presso il confine laziale.

Appennino Campano Con questo nome si designano i gruppi montuosi compresi fra il Passo di Forlì del Sannio, a Nordi di Isernia, e la Sella di Conza. Si tratta di grandi massicci calcarei, separati da ampie depressioni che talora si inarcano in lunghe catene di colline argillose, anch’esse soggette a franamenti per l’erosione delle acque. I massicci calcarei si susseguono da Nord a Sud nel seguente ordine: i Monti del Matese (Monte Miletto, 2.050 metri), i Monti Picentini, i Monti Alburno e il Monte Marzano, il Cilento e il Monte Bulgheria, che chiude a Nord il Golfo di Policastro.
I fiumi e il laghi – I corsi d’acqua più importanti sono: il Garigliano, che scorre in parte in territorio laziale; il Volturno, che è alimentato da diversi affluenti fra cui il Calore, che bagna Benevento; il Sele, le cui sorgenti alimentano l’acquedotto Pugliese, e che riceve le acque del Tanagro e di un altro fiume chiamato anch’esso Calore. I laghi principali sono quello costiero del Fusaro, quello vulcanico di Averno e il lago carsico del Matese.

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