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Selezione dei migliori Alberghi e Hotel in Sicilia con foto della struttura e delle camere. Descrizione dettagliata di tutti i servizi offerti, i prezzi e le offerte del momento.
La Sicilia è la regione dei grandi numeri: con 26000 kmq di superficie precede il Piemonte al primo posto nella graduatoria nazionale, e con quasi 5000000 di abitanti sale sul podio anche per popolazione, dietro Lombardia e Campania. In un territorio di tale portata, non mancano certo le strutture ricettive: molti sono gli agriturismi, i bed and breakfast, gli alberghi in Sicilia, sia sulla costa che nell’entroterra, perfetti per accontentare ogni desiderio di vacanza.

Si tratta della più grande isola del Mediterraneo: centrale per posizione, lambita dalle correnti che portano i banchi di tonni nelle sue acque; centrale anche per vicende storiche, lungo le rotte delle genti che si sono alternate alla ribalta del Mare Nostrum. “Isola non abbastanza isola, meno che nazione, più che regione” come scriveva nel 1933 Giuseppe Antonio Borghese. Solo tre chilometri di acqua, ma di profondità abissale, la separano dalla penisola; mezza giornata di navigazione dalla Tunisia. Un triangolo di terra in bilico tra Europa e Africa.

Questa introduzione geografica serve a delineare i quanto mai vari scenari dell’agricoltura regionale e di conseguenza la mappa dell’accoglienza rurale. Uno scenario che alterna la campagna “ricca” dei vigneti del Trapanese, degli agrumeti intorno a Palermo e Catania, degli orti e dei frutteti del Ragusano, alla campagna “povera” dell’entroterra asciutto, dove prevalgono le colture di cereali e i pascoli. A questo stato di fatto corrisponde una struttura fondiaria che contrappone i poderi di piccole dimensioni della prima alle ampissime tenute, eredi del latifondo, della seconda. Grandi o piccole che siano, le aziende hanno comunque avuto, almeno fino a pochi anni fa, il proprio centro nevralgico nella masseria, presente in tutta l’isola con varianti non sostanziali nei caratteri edilizi: suo perno è la corte centrale alla quale si affacciano l’edificio a due piani riservata al proprietario, la casa del massaro e vari ambienti adibiti a magazzini, stalle e a locali per la lavorazione dei prodotti. La masseria è il centro del piccolo universo contadino e luogo delle prime trasformazioni alimentari.

Alla masseria fa riferimento l’allevamento, che vanta un totale tra ovini e caprini secondo solo a quello sardo e una significativa presenza bovina, con le vacche dell’autoctona razza Modicana; oltre alla carne, specie quella di capretto, se ne ricava materia prima per un’eccezionale produzione di caciocavallo per una serie di pecorini freschi e stagionati, con o senza pepe. Nella masseria si macella e si lavora anche il maiale dopo averlo ingrassato, stando alla tradizione, a ghiande e fichi d’India, per ottenere quel gusto che rende inimitabili gli insaccati isolani. AI palmento converge infine l’uva, per lo più convertita in vino da taglio, visto il suo elevato tenore alcolico, ma in alcuni casi destinata a produzioni prestigiose come i vini Corvo, Etna e Marsala. Un doveroso cenno, dopo tutte queste rustiche delizie, anche ai prodotti del mare, che in molti luoghi sono complementari a quelli della terra. Tutti prodotti deliziosi che troverete magistralmente cucinate nelle cucine degli alberghi della Sicilia. Tonno e pesce spada sono le specie più pregiate, legati a un’antichissima tradizione, ma di notevole importanza gastronomica.

L’isola, da questo punto di vista, ha potenzialità enormi, solo in minima parte sfruttate dalle stazioni balneari: basti pensare che sul suo suolo si sono succedute le più diverse civiltà, dalla fenicia alla greca, alla romana; dall’araba alla normanna, alla spagnola. “Last but not least.., ultima (per valorizzazione) ma non meno importante, come direbbe uno dei tanti inglesi che è rimasto ammaliato dall’isola, la natura. Sulla carta la Sicilia è avviata infatti a diventare una delle regioni più tutelate d’Italia: al Parco Nazionale dell’Etna, che presenta un ambiente quanto mai vario, dalla macchia mediterranea della costa alle fustaie delle alte quote, vanno aggiunte molte altre aree protette: sui rilievi interni, come i Nebrodi e le Madonie; sulla costa, come la Riserva dello Zingaro, nel Palermitano, o le foci del Simeto, ai margini della piana catanese; in mare aperto, dalla storica oasi tirrenica di Ustica a quella più recente delle Egadi.

Sicilia in pillole:

Le punte estreme dell’isola sono: il Capo Faro, presso Messina, a est; il Capo Lilibeo, o Boeo, presso Marsala, a ovest; il Capo Isola delle Correnti, col vicino Capo Passero, a sud. Appartengono alla Sicilia le Isole Eolie, o Lipari, e Ustica sul Tirreno; le Isole Egadi, che fronteggiano l’estremità occidentale; Pantelleria e le Isole Pelagie (il lembo più meridionale del territorio italiano) nel Canale di Sicilia.

Il territorio  La Sicilia è la più grande regione italiana: la sua superficie è oltre un ottavo di quella nazionale. Radicale è il contrasto tra le varie parti dell’isola: da un paesaggio lussureggiante di vegetazione sulla costa tirrenica e ionica si passa a vaste zone aride e spoglie nell’interno e nella parte meridionale.

Le coste  La costa tirrenica è generalmente alta e frastagliata, rotta da insenature e penisole. I golfi principali sono quelli di Patti, Termini Imerese, Palermo, Castellammare e Trapani. La costa occidentale, da Trapani verso sud, è in prevalenza paludosa, con qualche tozzo promontorio e poche insenature. Analoga conformazione ha la costa meridionale, in cui si apre una sola grande insenatura, il Golfo di Gela. La costa ionica, alta e salubre da Messina a Catania, diventa bassa e paludosa più a sud.

I Monti e le pianure della Sicilia  La principale catena montuosa, continuazione del sistema appenninico, si erge a ridosso della costa tirrenica per quasi due terzi della sua lunghezza, dallo Stretto di Messina a Termini Imerese, e si articola in tre sezioni distinte. Quella orientale (Monti Peloritani) è la meno elevata: la vetta più alta è la Montagna Grande (1.374 metri).
Lungo le coste sono frequenti le pianure costiere formate da depositi alluvionali accumulati dalle fiumare che scendono dai fianchi dei Monti Peloritani. Più a ovest si ergono i Monti Nebrodi o Caronie, con vette tondeggianti e boscose: la più alta è il Monte Sori (1.847 metri). Ancora più elevate sono le vette principali delle Madonie (Pizzo Carbonara, 1.975 metri), monti calcarei che, come i Nebrodi, lasciano poco spazio alle pianure costiere. Le Madonie terminano con la depressione del fiume Torto, che si salda più a sud con quella del fiume Platani, formando un solco che divide la Sicilia in due parti distinte, l’una a ovest, l’altra a est della verticale Termini Imerese-Porto Empedocle. A ovest di questo ampio solco si stende una regione formata da balze montuose sparse, aride e brulle, separate da estese depressioni
Queste si aprono talora in vere e proprie pianure, specie in prossimità delle coste settentrionali e occidentali: la più celebre e la più fertile, grazie ad un razionale sistema di irrigazione, è la piana di Palermo, detta conca d’Oro per la ricchezza della sua vegetazione spontanea e coltivata, e soprattutto degli agrumeti. Altre zone pianeggianti assai fertili sono quelle intorno a Trapani e Marsala, ove la vegetazione rada e magra delle alture (fichi d’india, pochi olivi) cede improvvisamente il posto a ricchi frutteti e vigneti. A sud di questa zona fra Marsala e i Platani, si stende la zona più arida della Sicilia: il suolo è gessoso e franoso e, da un’altitudine di poche centinaia di metri nel cosiddetto altopiano zolfifero, intorno a Caltanissetta, si eleva a quasi 1.000 metri nei Monti Erei, più a est. Verso l’estremità più meridionale della Sicilia si protendono i Monti Eblei, anch’essi di altitudine inferiore ai 1.000 metri.

A nord dei Monti Eblei si apre la Piana di Catania, la più vasta pianura della Sicilia e una delle più fertili grazie anche ai sedimenti di materiale vulcanico dell’Etna, uno dei maggiori vulcani attivi del mondo, con due crateri e circa 250 coni eruttivi. Il cono terminale raggiunge un’altitudine di 3.263 metri ed è coperto da nevi per nove mesi all’anno. Dalla vegetazione alpina della fascia più elevata al di sotto dei crateri si passa  gradualmente ai boschi di querce, poi agli oliveti e vigneti, ancora più in basso alle colture di cereali e infine, in pianura, agli agrumeti e perfino ai banani. Nel territorio della regione Sicilia vi sono altri due vulcani: quelli delle isole di Stromboli e Vulcano, nel gruppo delle Eolie.

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